
Nascita e vocazione religiosa
Raffaele Faggiano nasce Salice Salentino (LE) il 28 gennaio 1877. A 15 Anni conosce i Passionisti durante una strepitosa Missione popolare predicata nel suo paese. Decide di diventare anch’egli Passionista. Trascorre l’anno di Noviziato a Paliano (Fr) ed emette i voti religiosi di povertà, castità ed obbedienza, più il voto specifico dei Passionisti, di fare continua memoria della Passione di Gesù Cristo, il 21 novembre 1894. Prende il nome di Confratel Eugenio.
Sacerdote
Ordinato Sacerdote il 31 maggio 1903 nella cattedrale di Taranto, riceve come primo incarico quello di vice-maestro nel noviziato di Ceglie Messapico (Br). A Roma poi, presso la Casa Generalizia dei SS. Giovanni e Paolo, compie un biennio di perfezionamento negli studi, dopo i quali viene nominato Direttore degli studenti teologi a Laurignano (Cs) per due trienni.
Scoppiata la guerra del 1915-18, è chiamato al servizio militare come cappellano, prima a Bari poi a Brindisi. Alla fine del primo conflitto mondiale torna a Manduria, dove, nel 1919, venne eletto vice-provinciale. Nel 1923 si trasferisce per un anno a Borgetto (Pa) in Sicilia per passare poi a Fuscaldo (Cs) come Superiore della comunità.
Provinciale
Nel 1925 all’età di 48 anni viene designato Provinciale dei Passionisti, responsabile dei conventi di Puglia e Calabria. In questo nuovo incarico si prodiga moltissimo per rilanciare l’apostolato missionario e la cura delle vocazioni; scrive per questo varie lettere circolari ai suoi confratelli per spronarli ad una più intensa vita di preghiera e di studio e fonda un nuovo convento a Monopoli (Ba) per la formazione degli aspiranti passionisti.
Maestro dei Novizi
Nel 1931, dopo due trienni di provincialato, lascia Manduria per recarsi nuovamente a Laurignano, ma questa volta come Maestro dei Novizi. Per circa cinque anni si dedicherà alla delicata arte della formazione spirituale dei giovani passionisti.

Vescovo
Il 15 febbraio 1936, P. Eugenio ha 59 anni, riceve dal Papa la nomina a Vescovo di Cariati (Cs). Vuole essere consacrato nella chiesa collegiata di Manduria il 19 aprile 1936. Reggerà la Diocesi per venti anni, fino al 56, con grande devozione ed abnegazione, dando un nobile esempio di bontà, carità, fervore apostolico e impegno per la santità. La sua prima decisione sarà la riapertura del seminario chiuso da otto anni per la formazione dei futuri sacerdoti.
Per risvegliare la fede e la pietà cristiana, decise di rievangelizzare tutta la diocesi con le Missioni popolari, facendosi aiutare, in modo particolare, dai suoi confratelli Passionisti. Visita tutti paesi della propria diocesi, anche a dorso di mulo, per esortare, spronare, correggere ed aiutare il gregge affidatogli dal Signore, senza risparmiarsi alcuna fatica e sacrificio. Per la sua generosità e per il suo spirito di povertà viene chiamato “il Vescovo dalle mani bucate”: non tiene nulla per sè ma dona tutto ai bisognosi. S’impegna, inoltre, per restaurare l’episcopio e la cattedrale ridotti in uno stato pietoso.
Desidera la fondazione di un convento passionista nella propria diocesi e farà di tutto per realizzarlo sulla collina della Madonna d’Itria. Per colpa, tuttavia, del secondo conflitto mondiale del 1940-45, i lavori vengono rimandati a tempi migliori. Saranno i suoi successori a completare l’opera.
Sorella morte
Nel 1956, a causa dell’età avanzata, 79 anni, e delle sofferenze, rinuncia alla Diocesi e si ritira nel Convento dei Passionisti a Manduria, ove per tre anni e sette mesi si prepara nella preghiera e nella solitudine al grande passaggio. Muore santamente il 2 maggio 1960. Il suo corpo viene prima tumulato nel cimitero di Manduria, ma dal 1981, Mons. Faggiano riposa nel Santuario della Madonna d’Itria, che egli volle affidare ai suoi confratelli Passionisti. Attualmente è in corso a Roma il processo per la sua Canonizzazione.
